Cantieri
Come nasce un cantiere Ferretti
Ogni cantiere che apriamo inizia molto prima che arrivi il primo operaio. Inizia con una conversazione, spesso lunga, seduti attorno a un tavolo da lavoro nel nostro studio di via Tortona a Milano, dove Roberto Ferretti e sua figlia Marta raccolgono tutto quello che serve sapere: come vive la famiglia, come si muove nella casa, cosa non ha mai funzionato nello spazio precedente. Solo dopo quella fase, che dura in media tre o quattro settimane di incontri e sopralluoghi, si passa al progetto esecutivo vero e proprio.
Dal 2009 ad oggi abbiamo seguito cantieri in tutta la Lombardia e in Piemonte, con qualche progetto a Genova e Bologna. La sede rimane Milano, e da qui coordinamo tutto.
Il progetto esecutivo prima dei martelli
Molti studi consegnano al cliente un bel rendering e poi lasciano che il direttore dei lavori improvvisi sul posto. Noi lavoriamo diversamente. Prima che inizi la demolizione, ogni tavola esecutiva è già firmata e concordata: sezioni di dettaglio per i raccordi tra pavimento e parete, stratigrafie per i massetti riscaldanti, specifiche tecniche per ogni serramento. Lo sa bene chi ha ristrutturato con noi un appartamento a Brera nel 2021, dove la sovrapposizione tra impianti idraulici esistenti e il nuovo sistema radiante a pavimento richiedeva un disegno millimetrico già in fase di progetto.
Questo lavoro preliminare rallenta l'apertura del cantiere di qualche settimana, ma riduce quasi a zero le varianti in corso d'opera, che sono la vera causa degli sforamenti di budget.
Materiali e fornitori selezionati nel tempo
Non lavoriamo con cataloghi aperti. Nel corso degli anni abbiamo costruito un rapporto stretto con un numero limitato di fornitori che conosciamo bene: la marmoreria di Viggiù che ci taglia i piani in Ceppo di Gré e in Pietra di Vicenza su misura, il falegname di Abbiategrasso che produce le nostre boiserie in rovere termotrattato, il produttore di intonaci a base di calce naturale con cui collaboriamo dal 2014. Quando usiamo un materiale, sappiamo già come si comporta dopo cinque anni, come reagisce all'umidità stagionale di certi edifici milanesi storici, cosa succede se serve una riparazione locale.
La gestione del cantiere giorno per giorno
Roberto segue personalmente i cantieri di ristrutturazione integrale, con visite in lotteria tre volte a settimana nelle fasi critiche. Marta coordina i cantieri di interior e allestimento, dove il lavoro si concentra su finiture, arredi fissi e illuminazione. Ogni giovedì mattina facciamo una riunione con i capicantiere delle commesse attive: si controlla lo stato avanzamento lavori, si anticipano i problemi della settimana successiva, si aggiornano le tempistiche consegnate al cliente.
Il cliente riceve un aggiornamento scritto ogni settimana, con fotografie e una nota sintetica sulle lavorazioni in corso. Non è un report formale: è una comunicazione diretta, scritta da chi è stato in cantiere quel giorno.
Un esempio concreto: il palazzo di corso Magenta
Nel 2022 abbiamo completato la ristrutturazione di un appartamento di 210 metri quadri in un palazzo Liberty su corso Magenta. Il proprietario voleva recuperare i soffitti originali, nascosti da un controsoffitto degli anni Ottanta, e integrare un impianto domotico contemporaneo senza che i passaggi a vista compromettessero la lettura degli ambienti storici. La demolizione del controsoffitto ha riportato alla luce cornici in gesso del 1910, tre delle quali erano parzialmente rovinate. Abbiamo coinvolto un restauratore di stucchi di Pavia, Gianluca Meroni, che ha lavorato per otto settimane con tecniche di reintegrazione a calce per riportare le cornici alla geometria originale. L'impianto è stato poi distribuito all'interno delle nuove contropareti perimetrali, calibrate per non alterare le proporzioni delle stanze.
Il cantiere ha richiesto undici mesi. Era stato preventivato in dieci. Un mese di scarto su una commessa di quella complessità, con materiali storici e un edificio vincolato, è un risultato di cui andiamo abbastanza fieri.
Alla fine del cantiere
La consegna non è il momento in cui firmiamo i documenti e andiamo via. Facciamo un sopralluogo finale con il cliente, stanza per stanza, e compiliamo insieme una lista di eventuali piccole rifiniture da completare nei giorni successivi. Dopo sei mesi torniamo a vedere come si è assestato tutto: come risponde il pavimento, se ci sono movimenti nelle fughe, se la tinteggiatura ha tenuto il colore nelle pareti esposte alla luce diretta. Non è una garanzia scritta su carta: è il modo in cui lavoriamo da quando Roberto ha aperto lo studio, nel 2003.