Progetti
Come nasce un progetto da noi
Ogni lavoro che esce dallo studio Ferretti e Figli comincia con una conversazione lunga, spesso due o tre incontri, seduti attorno al tavolo di rovere che occupa il centro del nostro ufficio in via Melchiorre Gioia. Non partiamo dai materiali e non partiamo dal budget. Partiamo da come una persona usa gli spazi: a che ora entra in casa, dove lascia le chiavi, se cucina la sera o solo il sabato. Sembra banale, ma è esattamente da questi dettagli che prende forma tutto il resto.
Luca Ferretti, che guida lo studio insieme alla sorella Marta dal 2011, ripete spesso che un progetto mal capito in fase iniziale si porta dietro i propri difetti fino alla consegna del cantiere. Abbiamo imparato questa lezione a nostre spese su un appartamento a Brera nel 2014, dove avevamo assunto che il cliente volesse un soggiorno aperto, senza chiederlo davvero. Quell'errore ci ha insegnato ad ascoltare più a lungo prima di disegnare qualsiasi cosa.
Residenze private: il caso di un appartamento a Porta Venezia
Nel 2022 abbiamo completato la ristrutturazione completa di un appartamento di centodieci metri quadri in un edificio Liberty del 1909, a pochi passi da corso Buenos Aires. Il committente, un avvocato che preferisce non essere citato per nome, aveva acquistato l'immobile in condizioni di abbandono totale: pavimenti in graniglia mancanti per quasi un terzo della superficie, controsoffitti in cartongesso degli anni Ottanta che nascondevano volte originali in mattone, impianti elettrici risalenti agli anni Sessanta.
Il primo mese di lavoro è stato interamente dedicato alla mappatura. Marta Ferretti ha condotto il rilievo geometrico metro per metro, documentando ogni anomalia strutturale con fotografie ad alta risoluzione e disegni a mano. Solo dopo quella fase abbiamo aperto il cantiere. Abbiamo rimosso i controsoffitti, recuperato le volte, ripristinato la graniglia dove possibile integrando le parti mancanti con un mix di cemento colorato realizzato su misura da un artigiano di Bergamo con cui collaboriamo da anni. Il risultato finale tiene insieme il carattere storico dell'edificio e una cucina completamente contemporanea in acciaio satinato e legno di noce canaletto.
Spazi commerciali: la libreria Pagina Uno a Isola
Nel 2020, nel pieno delle restrizioni ai cantieri durante i mesi primaverili, abbiamo progettato e realizzato la libreria indipendente Pagina Uno nel quartiere Isola. Il proprietario, Giorgio Mantovani, ci aveva contattato con un'idea molto precisa: voleva scaffalature che non assomigliassero a quelle di nessuna libreria che avesse mai visto. Una richiesta apparentemente vaga, ma che in realtà conteneva già una direzione.
Abbiamo scelto acciaio grezzo verniciato a polvere in tono antracite, abbinato a ripiani in abete massiccio non trattato. Le scaffalature arrivano fino a quattro metri di altezza e vengono raggiunte con una scala scorrevole su binario, costruita da un falegname di Sesto San Giovanni. Tutta la distribuzione degli spazi è studiata per evitare il corridoio centrale che caratterizza la maggior parte dei negozi di libri: ci si muove per zone irregolari, si trovano angoli, si è costretti a rallentare. Il cantiere è durato undici settimane.
Ristrutturazioni in contesti vincolati
Una parte consistente del nostro lavoro si svolge in edifici sottoposti a vincolo della Soprintendenza. Non è un ambito che tutti gli studi frequentano volentieri, perché le pratiche sono lunghe e i margini di intervento apparentemente stretti. Noi invece lo troviamo stimolante. Il vincolo obbliga a ragionare meglio su cosa è davvero necessario modificare e cosa invece può essere conservato o reinterpretato senza toccare nulla.
Nel 2019 abbiamo seguito il recupero di un piano nobile in un palazzo del Settecento in zona Castello. La Soprintendenza aveva imposto il mantenimento degli affreschi del soffitto, delle specchiere originali e del pavimento in graniglia veneziana. Lavorare intorno a questi elementi senza renderli un museo ha richiesto scelte precise: illuminazione a incasso quasi invisibile, pareti tinteggiate in un bianco greige che non compete con i colori degli affreschi, arredi contemporanei ma di dimensioni contenute per non schiacciare le proporzioni delle stanze.
Il processo tecnico che seguiamo su ogni cantiere
Dopo la fase di ascolto e rilievo produciamo un progetto esecutivo completo prima di aprire qualsiasi cantiere. Niente viene lasciato al caso o deciso in corso d'opera se non è strettamente necessario. Ogni tavola tecnica viene condivisa con il committente in formato leggibile, non solo con le imprese. Crediamo che chi abita o lavora in uno spazio debba capire cosa sta per succedere alle proprie pareti.
Coordiniamo direttamente tutte le imprese e i fornitori. Non lavoriamo con un unico appaltatore generale: preferiamo selezionare artigiani specializzati per ogni lavorazione, dagli idraulici agli stuccatori, e tenerli in comunicazione tra loro. Richiede più tempo da parte nostra, ma i risultati sui dettagli si vedono. Siamo presenti in cantiere almeno due volte a settimana durante tutta la durata dei lavori, e il direttore dei lavori firma ogni SAL prima che venga emessa qualsiasi fattura.
Dove siamo arrivati fino ad oggi
Dal 2011 ad oggi lo studio ha seguito oltre novanta progetti tra Milano, la provincia lombarda e alcune commissioni in Liguria e in Veneto. Alcuni sono stati pubblicati su riviste di settore, altri no, per scelta dei committenti. Per noi non fa differenza: il metro con cui misuriamo un lavoro è se chi ci vive ci chiama ancora dopo due anni per ringraziarci, o per dirci che qualcosa non funziona. Succede entrambe le cose, ed entrambe ci servono.